Noemi Di Nardo

Psicologa e Psicoterapeuta in formazione presso la scuola Quadriennale HUMANITAS Milano ad indirizzo cognitivo comportamentale, mi occupo di sostegno psicologico per l'età evolutiva (bambini e adolescenti) e per gli adulti, in particolar modo per il trattamento di disturbi d'ansia e da panico, fobie, disturbi dell'umore, disturbi del sonno e alimentari, elaborazione del lutto, disturbi di personalità e disturbi da stress lavoro correlato. Ho conseguito un master in Analisi Comportamentale Applicata ai disturbi dello spettro autistico e da diversi anni mi occupo inoltre di abilitazione e riabilitazione di bambini e ragazzi con autismo, disabilità intellettive e sindromi genetiche collaborando con l'associazione CeRRADI Onlus (Centro di Ricerca e Ri-Abilitazione per l'Autismo e le Disabilità Intellettive). 

Dal 2013 sono operatrice di Training Autogeno, tecnica che favorisce il recupero di energie psico fisiche, utile per fronteggiare situazioni di stress e disagio e ritrovare benessere. 

Corsi a confrontArti:

  • Training autogeno

  • Mindfulness

  • Elaborazione del lutto

  • Sostegno alla genitorialità

  • EstAutismo

  • Recupero cognitivo della memoria

Corsi a confrontArti
Il 30% delle donne subisce violenza nel corso della sua vita ma spesso non si ha il coraggio di denunciare l’accaduto poiché la danza che ha luogo tra vittima ed abusante è fatta di controllo, solitudine, giochi mentali, sensi di colpa e derisione per chi la subisce. Secondo l’Istat in Italia si verificano ogni anno almeno 6.743.000 abusi sulle donne, siano essi fisici, verbali o di natura sessuale; nel 2016 sono state uccise 149 donne, una media di una donna ogni 2 giorni. L’iniziativa nasce fornire supporto a chi sta affrontando tutto questo da solo, poiché non in grado di sostenere i costi di un’assistenza psicologica o non ha il coraggio di chiedere aiuto. Il sostegno in questi casi è fondamentale per ritrovare il proprio benessere, e lo scopo del progetto è proprio quello di creare uno spazio di condivisione in cui non sentirsi sole, per poter esprimere tutto il proprio dolore e riprendere le redini della propria vita.
Corso di MBSR Mindfulness Based Stress Reduction­­Programma per la riduzione dello stress e per l’aumento del benessere personale basato sulla Mindfulness L’MBSR è un programma che consiste in otto incontri settimanali di 2 ore, ideato da Jon Kabat Zinn nel 1970, che si focalizza sulla progressiva acquisizione della consapevolezza. Secondo Kabat Zinn, la Mindfulness può essere considerata una capacità umana universale che può alimentare la chiarezza del pensiero con lo scopo di mantenere la consapevolezza momento dopo momento, distanziandosi da un forte attaccamento ai pensieri, convinzioni, emozioni e quindi sviluppare un maggior senso di equilibrio e benessere fisico ed emotivo. Il protocollo MBSR mira alla riduzione dello stress, insegnando a riconoscerne la fonte e a rispondere agli stimoli anziché evitarli o reagire impulsivamente e automaticamente. Il corso consiste in otto incontri settimanali di 2 ore. Il programma MBSR è un’evidenza clinica fondata, proposta nei contesti più disparati della medicina integrativa, delle neuroscienze e della psicologia, consentendo di affrontare e risolvere molte problematiche psicologiche e fisiche legate allo stress in ambienti disparati e fasce d’età eterogenee.
PROGETTO estAutismo insieme in arte e gioco: percorso estivo di formazione, crescita e socializzazione per bambini autistici tenutosi nell’estate 2019. E’ in fase organizzativa la proposta per l’estate 2020. AREA DI INTERVENTO: educativo-riabilitativo LUOGO DI INTERVENTO: TRIESTE ASSOCIAZIONE ConfrontArti, via Canova 26 DESCRIZIONE DEL PROGETTOMolti bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico, durante l’anno scolastico, beneficiano di una serie di interventi educativo-riabilitativi al fine di implementare le loro abilità cognitive e sociali. L’intensità di tali interventi però viene ridotta nel periodo estivo a causa della pausa scolastica o delle ferie degli operatori a loro dedicati, ed in tal caso le famiglie necessitano di riorganizzare i loro impegni inserendo i bambini nei centri estivi comunali o privati dove non sempre gli operatori presenti possiedono una formazione specifica per il trattamento di tale condizione, né spesso viene garantito il rapporto 1:1. Dalla necessità di mantenere contigue nel tempo le attività sostenute durante i mesi invernali e sostenere le famiglie alleggerendole dalle forti responsabilità e dalla fatica fisica e psicologica che comporta l’aver cura di un bambino autistico, nasce il progetto “estAutismo”, percorso estivo di formazione, crescita e socializzazione per bambini autistici. Tale progetto pilota intende fornire un sostegno abilitativo educativo nel periodo estivo, con figure professionali formate nel settore per garantire un supporto specialistico che favorisca lo sviluppo delle autonomie ed il potenziamento delle competenze relazionali e sociali dei bambini, e fornire buone prassi per formare nuovo personale (educatori, genitori e figure volontarie) in grado di rapportarsi a questa tipologia di utenti. Le attività si svolgeranno durante l’orario mattutino, presso gli spazi dell’associazione ConfrontArti, intervallando momenti dedicati ad attività ludico-ricreative, assieme alle psicologhe specializzate in analisi comportamentale applicata ai disturbi dello spettro autistico, musicoterapia e attività teatrali. Ci si prospetta di fornire il medesimo servizio per le famiglie anche negli anni successivi. RISORSE UMANE DESTINATE AL PROGETTO: il progetto richiederà l’intervento di cinque-sei operatori specializzati e due volontari. NUMERO BENEFICIARI DELL’INIZIATIVA: verranno accolte massimo 12 iscrizioni di bambini dai 3 ai 10 anni con diagnosi di disturbo dello spettro autistico; 6 bambini dal 17 al 28 giugno, 6 bambini dall’1 al 26 luglio. DURATA DEL PROGETTO: tre giorni a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) per sei settimane dal 17 giugno al 26 luglio dalle 8.30 alle 12.30. OBIETTIVI GENERALI: favorire lo sviluppo di abilità relazionali e dell’iniziativa ludico-creativa, migliorare le funzioni comunicative, cognitive, sensoriali dei bambini coinvolti nel progetto. METODOLOGIA: ANALISI COMPORTAMENTALE APPLICATA (Applied Behavior Analysis) L’Analisi Comportamentale Applicata (ABA) è una scienza finalizzata alla modifica di comportamenti socialmente significativi (ovvero in quel contesto, per quella persona) e mira a comprendere il comportamento attuale di un individuo sulla base di fattori genetici, considerando l’ambiente circostante. Suo obiettivo è l’insegnamento di nuove sequenze comportamentali utilizzando tecniche basate sul principio del Rinforzo e sulla motivazione della persona (estabilishing operation). I compiti da apprendere vengono suddivisi in piccole tappe, ognuna delle quali viene insegnata in sessioni ripetute e ravvicinate inizialmente con un rapporto individualizzato uno ad uno. Le ricerche in merito, hanno evidenziato un aumento del quoziente intellettivo dei bambini autistici in tutte le aree evolutive utilizzando appunto l’Analisi Applicata del Comportamento. Il bambino viene sempre impegnato in attività costruttive lasciando poco spazio all’evoluzione di comportamenti problema, e ogni intervento è posto in relazione alle sue necessità ed alle sue preferenze. Le abilità semplici vengono insegnate con lo scopo di raggiungere abilità più complesse, tramite un sistema di comunicazione denominata “comunicazione alternativa aumentativa” partendo dall’assenza di linguaggio parlato con successivo insegnamento alla vocalizzazione. L’ enfasi è posta sull’insegnare al soggetto COME imparare, formare interazioni sociali positive e rendere l’apprendimento motivante. Il programma si applica a tutte le aree del funzionamento del soggetto autistico e persegue l’obiettivo di migliorare i comportamenti e le capacità scolastiche, intellettuali, sociali ed emozionali. In particolar modo questa tecnica comportamentale consente di stimolare l’imitazione verbale e non verbale, le competenze linguistiche, la comprensione di se stessi e dei propri bisogni, la capacità di effettuare scelte, l’identificazione degli stati emozionali e le abilità di interazione sociale. MUSICOTERAPIA La musicoterapia è una disciplina in un cui un professionista formato conduce il paziente / utente in un'esperienza sonoro-musicale a fini terapeutici e/o riabilitativi. L'utilizzo della musicoterapia in bambini con diagnosi di spettro autistico è evidence-based e ha dimostrato efficacia nel promuovere l'interazione sociale, la comunicazione verbale, l'iniziativa e la reciprocità socio-emotiva. La musicoterapia può inoltre aiutare a migliorare le capacità di comunicazione non verbale all'interno del contesto terapeutico. Nelle aree secondarie, un intervento musicoterapico può contribuire ad aumentare le capacità di adattamento sociale nei bambini con ASD e a promuovere la qualità delle relazioni genitore-figlio. Nell'ambito di questo progetto si abbinano due modalità di intervento in modo da garantire una presa in carico che possa armoniosamente integrarsi con le finalità generali di estAutismo: un percorso individuale e personalizzato con obiettivi specifici per ciascun bambino e un percorso in piccolo gruppo con finalità comuni. In entrambi i casi si utilizza un approccio attivo in contesto prevalentemente non verbale e non direttivo. Il modello teorico di riferimento sotteso agli incontri individuali è la MT relazionale intersoggettiva, mentre negli incontri di gruppo si introducono tecniche della Neurologic Music Therapy. TEATRO OLISTICO Il percorso teatrale di per sé lavora tanto sulle dinamiche di conoscenza di sé quanto su quelle di gruppo. Il percorso teatrale olistico prende in considerazione la creatura nel suo insieme, con tutte le sue caratteristiche (fisiche, caratteriali, sociali, comportamentali…), ed in base al proprio “bagaglio” il fruitore può partecipare e mettersi in gioco al di là del giudizio e del pregiudizio. Il lavoro su se stessi parte dal proprio corpo ed, in caso, dalla propria voce, ed attraverso giochi fisici e sonori di imitazione, creazione e scoperta, si può arrivare all’osservazione ed al contatto con l’altro. Fino al concetto di gruppo. L’attività, che viene svolta in gruppo, non ha pretesa di uniformità di realizzazione, né tantomeno performativa, ma vuole permettere ad ogni singola creatura di partecipare nella modalità che più gli appartiene ed aggrada. Attraverso la creazione di un clima rilassato e propositivo, i bambini vengono messi nelle condizioni di sentire il piacere dell’attività e di far quindi emergere e migliorare le proprie competenze comunicative, espressive e relazionali, partendo dal movimento e dalla comunicazione non verbale. OBIETTIVI SPECIFICI (ANALISI COMPORTAMENTALE APPLICATA): Incremento delle autonomie personali: utilizzo del bagno, preparazione della merenda, eventuale cambio di indumenti. Abilità relazionali: condivisione del materiale di gioco, rispetto delle regole del gruppo, rispetto della turnazione, espressione dei bisogni in modo appropriato. Possibilità di peer tutoring, in caso di presenza all’interno del gruppo, di bambini autistici ad alto funzionamento. Abilità comunicative: utilizzo di supporti di comunicazione aumentativa in bambini non vocali, incremento delle richieste spontanee, utilizzo di agenda visiva per favorire la comprensione della strutturazione della giornata. Favorire l’insegnamento di buone prassi fornendo agli educatori, agli operatori volontari ed alle famiglie, dei tool kit per l’incremento delle abilità comunicative sopra riportate. OBIETTIVI SPECIFICI (MUSICOTERAPIA): incontri individuali: riconoscimento ed espressione delle emozioni; miglioramento delle competenze comunicative inter e intrasoggettive. incontri di gruppo: sviluppo di relazione e interazione tra pari; rispetto delle regole del gruppo e della turnazione, sviluppo della comunicazione sociale. OBIETTIVI SPECIFICI (PERCORSO OLISTICO/TEATRALE): Per il singolo: contatto ed ascolto di sé, nel corpo e nella voce, nel movimento e nella quiete, nel suono e nel silenzio. Miglioramento dell’espressività tramite il gioco teatrale, stimoli ritmici e sonori, fisici ed emozionali, improvvisativi e strutturati. Aumento dell’autoconsapevolezza. Per il gruppo: possibile incremento della capacità espressiva e relazionale, dell’ascolto di se stessi e delle dinamiche di gruppo. Possibile miglioramento nell’ascolto dell’altro, nella comunicazione e nell’espressività personale tramite interrelazione, imitazione, improvvisazione, percorsi sensoriali ed emozionali VALUTAZIONE PER L’INSERIMENTO E PER IL GRADIMENTO:verranno effettuati colloqui individuali con le famiglie al fine di comprendere i bisogni di ciascun bambino per favorire l’inserimento all’interno del gruppo e poter svolgere le attività al meglio. Al termine del percorso estivo verrà fornito un questionario di gradimento.
La perdita di una persona cara ci pone in uno stato di grande malessere e difficoltà; spesso ci risulta difficile parlarne, piangere o pensare a ciò che è accaduto. Queste possono però essere modalità che amplificano il dolore, non permettendoci di elaborare il lutto accrescendo il senso di vuoto e solitudine. Il gruppo “aiutiamoci e parliamone”, consente la possibilità di creare uno spazio condiviso in cui confrontarsi, verbalizzare i vissuti che si sviluppano nelle fasi di elaborazione del lutto, e sviluppare la capacità di far fronte ad emozioni complesse. Il gruppo accoglierà un massimo di 5 persone. Giorni ed orari degli incontri sono in via di organizzazione.
L’assertività è uno stile comunicativo che permette l’espressione chiara dei propri bisogni, pensieri e sentimenti, nel rispetto dell’altro e dei suoi valori. In questa serata approfondiremo il tema della comunicazione assertiva, con uno sguardo ai vari stili comunicativi: passivo, assertivo, aggressivo e passivo aggressivo, al fine di riconoscere il proprio stile relazionale ed eventualmente modificarlo in base ai propri obiettivi e valori, per favorire l’autostima e buone relazioni sociali. Si propone un percorso per affinare in gruppo questo stile, in maniera tanto teorica quanto pratica.
Il Training Autogeno (lett. allenamento che si genera da sé) è una tecnica di rilassamento sviluppata dallo psicoterapeuta tedesco Ioannes Heinrich Schultz nel 1932 e deriva dagli studi di Vogt sull’ipnosi. Non è tuttavia una tecnica ipnotica, ma una tecnica che favorisce il riequilibrio delle dimensioni mente e corpo attraverso il raggiungimento di uno stato di calma e concentrazione, che consente il contatto con le proprie percezioni corporee al fine di sviluppare un’attenta analisi di se stessi e delle proprie emozioni. Lo stato distensivo raggiunto attraverso la pratica degli esercizi del Training Autogeno (esercizio della pesantezza, del calore, del cuore, del respiro, del plesso solare, della fronte fresca, della nuca e delle spalle), favorisce il riequilibrio dei sistemi corporei e riduce lo stato di ansia e allerta. La pratica degli esercizi del Training Autogeno, agisce positivamente su tutte quelle funzioni corporee non soggette al controllo volontario (regolazione del calore corporeo, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, rilassamento della muscolatura viscerale), e produce benefici favorendo il recupero delle energie, riducendo ansia, stress, disturbi del sonno, tensioni muscolari e dolori cronici, disturbi psicosomatici. Il Training Autogeno può inoltre essere utilizzato come coadiuvante trattamenti medici per disturbi gastrici, circolatori, respiratori ed emicranie, e per migliorare la concentrazione. Il corso sarà articolato in 8 incontri a cadenza settimanale. Ogni incontro sarà propedeutico per il successivo. Durata degli incontri: 1 ora e ½
La memoria è una di quelle abilità cognitive che risente maggiormente del passare del tempo. Se da un lato aumentano i problemi mnestici, dall’altro è indiscussa la possibilità di compensare tali perdite con l’esercizio. Le funzioni maggiormente influenzate dall’invecchiamento risultano essere la memoria episodica, l’attenzione, il linguaggio, le abilità visuo-spaziali e le funzioni esecutive. La letteratura scientifica ha evidenziato che è possibile recuperare e potenziare alcune funzioni cognitive anche in età avanzata ed in tal caso il training cognitivo per l’anziano è considerato un’importante strategia non farmacologica, avente un’azione efficace sul recupero e il mantenimento di alcune funzioni cognitive, sullo stato dell’umore, sul benessere soggettivo e sulla qualità della vita. Lo scopo ultimo di tali training è quello di trasferire i benefici al contesto quotidiano così che l’anziano si possa mantenere autonomo il più a lungo possibile.